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Accetto con gratitudine la più aspra critica, se soltanto rimane imparziale. (Otto von Bismarck)

Le critiche mosse da alcuni rappresentanti degli studenti nei confronti della gestione della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Cassino non hanno mancato di suscitare un vasto eco, anche al di là della realtà più schiettamente accademica. È innegabile, infatti, come l’istituzione in questione rappresenti una risorsa, un patrimonio fondamentale per lo sviluppo dell’intero Basso Lazio, incarnando un motivo di speranza per la crescita ed il futuro dei prossimi anni. Occorre riconoscere al Rettore Ciro Attaianese il merito per l’impegno profuso a favore del nostro territorio, evitando - tra l’altro - ai genitori i sacrifici che fino a qualche anno fa erano costretti a sopportare per mantenere chi all’epoca non aveva alternative che non fossero Roma o Napoli.
Le riflessioni appena svolte non sono tenute minimamente in considerazione dalle censure avanzate, che con toni forse eccessivamente polemici dipingono una situazione a tinte fosche che non coincide assolutamente con la realtà in cui ho operato proprio nel ruolo di rappresentante degli studenti.
Il filosofo spagnolo Baltasar Gracián affermò che “La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia”. Il “buon senso” avrebbe richiesto maggiore cautela in certe affermazioni fatte sui quotidiani e perpetrate sui social network. Chi si fa portatore delle istanze del mondo studentesco in seno ai vari organi sa benissimo che esistono delle sedi apposite in cui far valere eventuali rimostranze, in modo da affrontarle efficacemente e cercare di raggiungere soluzioni condivise. Attacchi di tal fatta sferrati sui media, e per di più a distanza di più di un mese dalla chiusura delle immatricolazioni, finiscono con l’innescare sterili polemiche destinate, in ultima analisi, a danneggiare l’immagine dell’Ateneo, a detrimento dell’intera collettività.
D’altro canto, non si può non riconoscere che la facoltà presenta vari problemi, già evidenziati da tempo.
Si avverte, ad esempio, l’esigenza di una rivisitazione delle sessioni d’esame, calendarizzando come “ordinaria” la sessione di Maggio. Si richiede, poi, maggiore uniformità nella gestione degli esami stessi, evitando un’eccessivo discrimen tra le difficoltà dei singoli insegnamenti. Occorre maggiore trasparenza nelle decisioni prese in consiglio di facoltà, garantendo l’immediato accesso ai documenti, ad esempio attraverso la pubblicazione on line.
Sarebbe, inoltre, necessario potenziare uno strumento di crescita inspiegabilmente sottovalutato, ossia l’istituzione di sessioni e di tavoli di orientamento con tutte le scuole medie superiori del circondario del Basso Lazio.
Per raggiungere questi importanti obiettivi si auspica l’adozione di una politica di dialogo costruttivo tra le singole componenti, senza scadere in facili elucubrazioni che non portano ad un reale e proficuo confronto.

Emilio Polidoro

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Ritratto di simona vincenzi

Emilio.... :) "eco" è

Emilio.... :) "eco" è femminile...L'invito al dialogo,è sempre la migliore soluzione.

Ritratto di Emilio Polidoro

"eco[è-co]ant. ecco,

"eco[è-co]ant. ecco, sostantivo maschile o femminile (pl. -chi)"(dizionario Garzanti)
Criticare in pieno periodo di immatricolazioni non è stata la migliore delle uscite, magari si poteva aspettare la chiusura delle iscrizioni, e poi presentare istanze nelle sedi opportune...

Ritratto di simona vincenzi

Vero,ma il maschile è

Vero,ma il maschile è desueto
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4564&ctg_id=93
Un saluto Emy! :)